L’ABC dell’orgasmo femminile

Il piacere donna fa 439837

Prova queste posizioni sessuali che danno più piacere alle donne per far salire alle stelle le sensazioni. Si tratta di una posizione ideale per entrambi, poiché i movimenti lenti e circolari regalano sensazioni di piacere alla donna, mentre alcuni uomini amano avere il controllo della situazione. Posizionati sopra di lei con le gambe distese sul letto, reggendoti sulle braccia, e inizia a muoverti lentamente disegnando un numero otto immaginario. Un classico intramontabile, la posizione a pecorina è apprezzata da molti poiché si presta naturalmente a una penetrazione profonda. Fare sesso a pecorina significa penetrare la donna da dietro, accarezzale i seni e baciarla sul collo per rendere il tutto bollente. La donna è sopra, in modo da avere il controllo della spinta e della profondità della penetrazione.

C'è chi si vergogna e chi teme che il partner, di fronte a richieste troppo esplicite, si irrigidisca. Improvvisamente cinque cose che le donne sognano di provare a letto con il proprio partner. Essere presa con emozione dal partner. Ricevere complimenti legati alla sfera sessuale. Giocare con la creativitа. Godere con l'autoerotismo mentre si fa l'amore. Scrivi qui la parola e da cercare. I migliori articoli di oggi.

Il piacere femminile è un argomento abbastanza controverso, soprattutto perché sono ancora molte le donne che non riescono a godersi un vero e proprio orgasmo. L' orgasmo è il culmine del piacere sessuale. Spesso le donne non riescono a raggiungere l'orgasmo perché sono eccessivamente concentrate su quel momento, su quell'apice che cattura tutto il esse impegno e la loro attenzione. Invece gli esperti suggeriscono di imparare innanzitutto a rilassarsi e a concentrarsi sulle sensazioni fisiche nel momento stesso in cui si provano. Insomma, un carpe diem del sesso. Per stimolare il piacere femminile, è necessario che la coppia sia complice.

Mi è sempre piaciuto fare l'amore. E ho cominciato piuttosto presto. A 16 anni. Il mio primo ragazzo si chiamava Enrico. È successo in ammasso, durante una settimana bianca. Abitava a Torino, come me, e studiava giurisprudenza. Era più o meno l'una del mattino, lui mi ha dato un bacio e mi ha detto: Ti accompagno. Ci siamo fermati nel parcheggio dietro a casa sua, me lo ricordo benissimo.